L’isola dei segreti

Titolo originale: Bright Young Things
Autore: Scarlett Thomas
Anno di pubblicazione: 2001
Editore: Newton Compton
Pagine: 323

Iniziato il: 28 dicembre 2010
Terminato il: 29 dicembre 2010
Valutazione: ★★★★

Giovani menti brillanti cercansi per grande progetto. Inviare busta affrancata a Casella Postale 2300, Edimburgo

(incipit)

Si può amare e contemporaneamente odiare profondamente un autore? Nel caso di Scarlett Thomas la risposta è sicuramente si! La amo perchè è geniale, i suoi libri sono avvincenti e mi prendono talmente tanto che, come nel caso de “L’isola dei segreti”, li divoro in alcune ore. E poi mi butta lì un finale che…ma andiamo con ordine: ci vengono presentati sei personaggi, tre ragazzi e tre ragazzi, tutti piuttosto allo sbando. I sei rispondono ad un annuncio di lavoro nel quale si cercano “giovani menti brillanti” (da qui il titolo inglese) per un progetto non meglio specificato. Dopo un brevissimo colloquio ed un caffè si ritrovano tutti inspiegabilmente su un’isola deserta, sulla quale vi sono solo una casa, una pala eolica che la rifornisce di energia elettrica e dei pannelli solari. Inizialmente terrorizzati i ragazzi sembrano abituarsi alla casa, che scoprono piena di provviste alimentari, e alla loro condizione di solitudine, pur non smettendo mai di farsi domande sul perchè si trovino lì, chi ce li abbia trasportati e in che modo, e soprattutto che intenzioni abbia.

Come in un incrocio tra Lost e il Grande Fratello, i ragazzi iniziano a conoscersi, a parlare tra loro anche dei loro segreti più imbarazzanti (mi è piaciuta un sacco la sequenza di “obbligo o verità”) e si creano le prime simpatie “di coppia”. Un giorno, i ragazzi scoprono finalmente il motivo per cui si trovano lì…ed è una trovata fantastica: facendo morire l’uomo prima che compia le efferate azioni che si proponeva, la Thomas sconvolge l’ordine degli eventi che chiunque si sarebbe aspettato. A quel punto, però, per i ragazzi diventa chiaro che la loro unica possibilità di tornare a casa è svanita con la morte dello sconosciuto e decidono così di affidarsi alla loro unica possibilità: mandare un messaggio di richiesta di aiuto (piuttosto originale, oltretutto) insieme al cadavere dell’uomo su un canotto trovato in soffitta. Ed è in questo momento, che la Scarlett mi mette questo finale che…giuro, se l’avessi avuta tra le mani l’avrei strangolata: uno dei ragazzi, di nascosto dagli altri, prende il biglietto dal cadavere e lo fa a pezzetti, buttandolo in mare. Ma per quale motivo deve fare una cosa del genere? E’ vero che si era capito che nessuno dei tanti era molto convinto di voler davvero lasciare l’isola ma…è una cosa senza senso, anche con tutte le provviste della casa non potrebbero mai sopravvivere fino alla vecchiaia. Cosa diventa, un gioco al massacro finchè non si mangiano tra loro? Non so davvero, mi ha lasciato con talmente tanto amaro in bocca che mi verrebbe voglia di non leggere più i suoi libri, per ripicca. Solo che so già che non riuscirei!

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