Recensione: "L’amore è un difetto meraviglioso"

Mi sono appena accorta che, probabilmente per errore, ho cancellato la mia recensione di questo romanzo letto nel mese di maggio: visto che sono secoli che non aggiorno il blog ve la ripropongo oggi…

(The Rosie Project)
di Graeme Simsion

Formato: Hardcover, 303 pagine
Editore: TEA, 2014
Genere: Romance, Chick-lit

Data prima pubblicazione: 2013
Lettura n.: 31/2015
Preso da: Libreria


Voto: 7.5/10

 

Forse avevo trovato una soluzione al Problema moglie. A ripensarci adesso, come è accaduto per tante scoperte scientifiche sensazionali, la risposta era ovvia. Ma se non fosse stato per una serie di eventi imprevisti, è altamente improbabile che l’avrei trovata.
incipit

Commento

A dispetto del titolo sdolcinato e della copertina di una banalità disarmante ho trovato in questo libro ciò di cui avevo bisogno dopo la lettura impegnativa di ‘Delitto e Castigo’ e quella noiosetta di ‘April Lady’: una lettura leggera ma frizzante che mi appassionasse e mi tenesse incollata alle pagine con il desiderio di continuare a leggere senza fermarmi.

Il romanzo racconta la storia di Don Tillman, professore universitario di genetica con una serie di manie compulsive e una grossa difficoltà nei rapporti interpersonali (nel romanzo non si dice se Don abbia la sindrome di Asperger ma alcuni sintomi sono molto, molto simili). Don ha una vita regolata da programmazioni precise al minuto, nulla é lasciato al caso perché tutto deve essere mantenuto sotto controllo ed ogni azione deve rispettare la caratteristica di essere il piú efficiente possibile. Per questo motivo non ha mai avuto una compagna ma ha intenzione di rimediare anche a questo dando avvio al Progetto moglie (non anticipo nulla ma sarà divertente). Nel frattempo però nella sua vita entra Rosie che ha tutte le caratteristiche che Don non sopporta: é vegetariana, fuma e gli crea mille disturbi nella sua routine quotidiana. Cosa succederà poi? Chissà? 😉 La domanda é ovviamente ironica, ma credo che nessuna persona che prenda in mano questo libro si aspetti una storia originale, quindi non sono affatto scocciata dalla scontatezza della trama; la mia paura era di trovarmi di fronte ad una storia piatta, mentre fortunatamente é tutto l’opposto.

Non si tratta di un libro che fa sbellicare dalle risate, anche perché il personaggio di Don merita una certa delicatezza, ma é molto ironico nel senso migliore del termine: trovo che Graeme Simsion abbia reso questo personaggio nel modo migliore, prendendolo in giro con estrema bonarietà e delicatezza, come farebbe una persona che gli vuole bene ma che per non farsi soffocare da tutte le sue manie deve cercare di sdrammatizzarle. La differenza tra questo atteggiamento, caratteristico dei personaggi che vogliono davvero bene a Don, e la presa in giro vera e propria viene mostrata nel romanzo in modo molto chiaro e molto netto.

Mi ha colpito una frase detta dal punto di vista di Don:

La gente iniziò a ridere. Sono specializzato nel farmi deridere, e quando Bianca si staccò da me esaminai il pubblico per vedere chi non stesse ridendo: è la mia strategia migliore per identificare gli amici. Gene e Rosie e, con mia sorpresa, la preside e la sua partner quella sera erano miei amici. Stefan decisamente no.

In ogni caso non c’é mai nulla di patetico, mai un cenno di commiserazione (o autocommiserazione, visto che la vicenda é interamente narrata dal punto di vista di Don) nel romanzo: non punta al dramma, punta alla leggerezza, anche quando ci viene detto chiaramente che Don ha ormai da anni adottato la strategia di esagerare questi suoi comportamenti che lo rendono “diverso” diventando il buffone di turno e assicurandosi cosí almeno la simpatia delle persone che altrimenti lo escluderebbero. Questo aspetto non é stato molto approfondito mentre sarebbe stato interessante dedicargli piú spazio, però mi rendo conto che l’obiettivo del romanzo non fosse quello di presentarci un’analisi accurata della psicologia di Don ma di farci conoscere un personaggio speciale sotto tanti punti di vista e parlarci di lui con simpatia e tenerezza. Don diventa un pò uno Sheldon piú fisicato e attratto dalle donne.

I personaggi secondari, per quanto meno rilevanti nella storia, sono comunque ben caratterizzati e trovo che siano stati azzeccatissimi come “spalla” per permettere di mostrare i diversi lati del carattere di Don. Anche Rosie mi é piaciuta molto perché pur rientrando nel cliché della ragazza anticonformista risulta verosimile.

Il finale del romanzo é un pochino affrettato e questo mi é dispiaciuto perché tutto il resto era stato azzeccatissimo e infatti questo è l’unico motivo per cui non gli ho dato punteggio pieno. Ho visto inoltre che é uscito anche il seguito, naturalmente tradotto con un titolo altrettanto scemo (figuriamoci!!) ma credo che lascerò passare un pò di tempo prima di buttarmici: troppi romanzi rosa mi cariano i denti! ^_^


Lettura: 09 maggio 2015 – 16 maggio 2015
Ambientazione: Melbourne/Australia, New York City/New York/USA
La serie: #1 L’amore è un difetto meraviglioso, #2 L’amore è un progetto pericoloso

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2 thoughts on “Recensione: "L’amore è un difetto meraviglioso"

  1. Susy febbraio 27, 2016 alle 9:17 pm Reply

    uhm questo sembra un titolo interessante

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  2. Simo Biblionauta febbraio 28, 2016 alle 12:13 pm Reply

    E' molto leggero e simpatico!

    Mi piace

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