Archivi categoria: 10-12 anni

Recensione | Piccole Donne, di Louisa May Alcott

jwqk51477852587

Gaudio e giubilo, lettori cari: oggi sono riuscita a prendermi una giornata di permesso al lavoro!! Pepperepé!! Naturalmente la motivazione di questo permesso non era starmene a casa in panciolle ma andare a seguire un laboratorio per l’università che… oddio, forse sarebbe stato meglio andare in ufficio! Perché l’amata Bicocca ha avuto la brillantissima idea di organizzare un laboratorio all’aperto, dalle 9.00 alle 13.00 il 26 di gennaio, per mostrarci come si analizzano le acque di falda. Lo capivamo anche ad Aprile, tranquilli, la falda non scappa. Non potete capire il gelo che ho provato, veramente, io così tanto freddo non l’ho mai sentito: quattro ore all’aperto, all’ombra… avevo le dita dei piedi così irrigidite che facevo fatica a piegarle, figuriamoci averci la sensibilità. Il lato positivo è che sono tornata a casa presto e ho deciso di pubblicare finalmente la recensione della mia prima lettura dell’anno, ovvero “Piccole Donne”, che vegeta ormai da troppo tempo nelle bozze del blog.

Risultati immagini per louisa may alcott newton compton(Little Women)
di Louisa May Alcott

Formato: Ebook, 368 pp.
Editore: Newton Compton, 2016
Genere: Classici, per ragazzi
Data prima pubblicazione: 1868

“Natale non è Natale senza regali”, si lamentò Jo, sdraiata sulla coperta.
“È così spiacevole essere poveri!” sospirò Meg, abbassando lo sguardo sul suo vecchio vestito.
“Non è giusto che alcune bambine possano avere tutto ciò che desiderano e altre non abbiano niente”, aggiunse la piccola Amy, tirando su con il naso con aria offesa.
“Ma abbiamo il papà e la mamma, e la compagnia una dell’altra”, disse Beth compiaciuta dal suo angolo. (incipit)

Rimpiango con tutto il cuore di non aver letto “Piccole Donne” da ragazzina ma di aver atteso i 31 anni per incontrare per la prima volta Meg, Jo, Beth e Amy. Se infatti sono certa, conoscendo la presa che i romanzi dei buoni sentimenti avevano su di me, che a 8/10 avrei perso la testa per le piccole donne, oggi mi ritrovo divisa a metà tra l’aver apprezzato una storia piacevole e personaggi a cui non ho potuto non affezionarmi, e il non aver sopportato la pesantezza davvero eccessiva data dal fortissimo moralismo che permea le pagine del romanzo.

Non credo ci sia bisogno di raccontarvi la trama: il romanzo è ambientato durante la guerra di Secessione e narra la vita delle sorelle March, quattro sorelle dalle personalità molto diverse che vedremo giocare, litigare, stringere amicizie e vivere delusioni. Insomma, crescere. La guerra nel romanzo è presente solo come sfondo lontano: è la causa dell’assenza del padre e di conseguenza della crisi della loro situazione economica, ma rimane appunto un’eco lontana, mentre la vita delle donne, dei bambini e degli anziani prosegue nella costante attesa di notizie da parte dei combattenti.

Purtroppo il romanzo, a causa del fatto che fu richiesto alla Alcott di scrivere un libro per ragazze che potesse diventare un grande successo, è permeato da una fortissima morale che insiste molto su aspetti come la morigeratezza, l’umiltà, il decoro, come si addiceva all’educazione delle future donne della seconda metà dell’800. Il risultato è che oggi queste parti risultano molto pesanti ed è solo la vivacità delle avventure quotidiane delle sorelle – specialmente del carattere spumeggiante di Jo – che permette di andare oltre le onnipresenti lezioncine bacchettone e di chiudere un occhio verso una certa irrealisticità (è italiano?) che a volte colpisce i personaggi, specialmente quando vengono costretti a pronunciare discorsetti morali che risultano, al lettore di oggi, forzati e poco spontanei.

Nonostante questo aspetto, quindi, la lettura è stata comunque un’esperienza appassionante: mi sono affezionata ai personaggi e ho voglia di rincontrarli, quindi è certo che leggeró anche gli altri romanzi che li riguardano. Mi piacerebbe vedere anche la trasposizione cinematografica con Winona Ryder; chissà, magari nei prossimi giorni faccio anch’io un “libro vs. film”.

Consigliato se ti è piaciuto…
“La Piccola Principessa” di Frances Hodgson Burnett

Recensione | Sogni di carta

jwqk51477852587

Oggi è mercoledì e sarebbe giorno di WWW… Wednesday se non fosse che rispetto a due settimane fa non mi sono mossa di un millimetro. Per evitare di annoiarvi, quindi, vi lascio il link all’ultimo WWW nel caso in cui ve lo foste perso e parto con questa recensione che ho nel cassetto da troppo tempo!

Risultati immagini per sogni di carta melania d'alessandro

di Melania D’Alessandro

Formato: Cartaceo, 137.
Editore: Leucotea, 2016
Genere: Fantastico, per ragazzi
Data prima pubblicazione: 2016

In un paese lontano, che potrebbe essere il vostro così come il mio, un tempo esisteva un negozio speciale. Non che adesso non ci sia più, badate! È solo cambiato un pochino. (incipit)

Avrei voluto pubblicare prima questa recensione perché tenevo tantissimo a parlare di questo libro il prima possibile: purtroppo settimana scorsa sono stata molto impegnata e quindi nonostante io abbia concluso la lettura già da due settimane, riesco solo oggi a trovare un po’ di tempo per parlarvene.

Appena Melania mi ha chiesto, lo scorso inverno, di prendere parte al Blog Tour di lancio per il suo libro io ho percepito subito che questa storia era quella “giusta”, che mi avrebbe permesso di ritrovare quelle atmosfere calde e accoglienti che ho sempre amato nei libri per bambini. Me lo sentivo davvero, pur non avendo mai letto un suo libro, e non potete immaginare quanto sia stata felice di aver potuto confermare tutti i miei buoni presentimenti.

“Sogni di Carta” ci racconta la storia di un libraio, Archimede, e del suo assistente Gulliver, un topino dal caratterino piuttosto nervosetto. I due amici lavorano in una libreria molto speciale (e come potrebbe non esserlo se ci lavora un topolino parlante?) dove si vendono libri che hanno una magia speciale, in grado di aiutare le persone a conoscersi meglio, a svelare i loro dubbi e a risolvere i problemi che li affliggono. Presto però questa magia sarà minacciata e Archimede, Gulliver e altri personaggi che incontreremo lungo il cammino, dovranno fare di tutto per salvare la libreria “Sogni di Carta” e i suoi libri.

Il concetto alla base del libro, quello che va oltre la storia narrata e che tutti gli amanti della lettura ben conoscono, è il potere dei libri di essere non solo dei compagni di avventure o delle fonti inesauribili di conoscenza, ma anche di essere dei veri e propri “consiglieri del cuore”. Scommetto che a ciascuno di voi sarà capitato almeno una volta nella vita di incontrare un libro che parla alla vostra anima, che vi ha portato a conoscervi meglio o addirittura a compiere delle scelte importanti: quando si ha la fortuna di incontrare il libro giusto al momento giusto, questo incontro può rivelarsi una tappa fondamentale della nostra esistenza, un mattone importantissimo per costruire la nostra personalità e il nostro modo di vedere il mondo. I libri di “Sogni di Carta” hanno proprio questo potere e capitano nelle mani della persona giusta al momento giusto; è una tragedia, quindi, quando improvvisamente i libri iniziano a deteriorarsi, a perdere le pagine, a ritrovarsi con le pagine mezze cancellate e sbiadite, senza che i clienti possano più rivolgersi a loro per trovare le risposte di cui hanno bisogno senza esserne consapevoli!

I personaggi sono a-do-ra-bi-li: Archimede è il classico sognatore, timido e riservato ma dal grande cuore. Gulliver ha un caratteraccio ma sotto la scorza del topino brontolone si nasconde un amico fidato e sincero. Mentre procediamo con la storia conosciamo altri personaggi deliziosi, ma non vi dirò di più perché non voglio rovinarvi la sorpresa.

Lo stile di Melania è fantastico per i lettori più giovani, perché li coivolge direttamente nella storia, è divertente e sempre frizzante ma anche molto curato e per niente semplicistico, in quanto include spesso la spiegazione di parole che possono essere nuove per il lettore o riferimenti ad eventi e personaggi storici (spiegando – ad esempio – da dove deriva il nome del nostro libraio). Inoltre cita moltissimi libri per ragazzi che possono servire da spunto per far scoprire ai ragazzi nuovi titoli in cui immergersi.

Insomma, è davvero una bella lettura che resta nel cuore dei piccoli ma anche dei grandi che – nonostante l’età che avanza – non smettono mai di tenere vivo il bambino dentro di loro (come insegnava il buon vecchio Saint Exupery).

Consigliato se ti è piaciuto…
in generale, se ami le belle storie per ragazzi: magiche e tanto da dire

Primavere

CopertinaPrimaverear

di Alessio De Simone (testo) e Alessandro Di Sorbo (illustrazioni)

Edizione: VerbaVolant
Collana: Libri da parati
Pagine: Unica
Genere: Racconto
Età di lettura: 10-12 anni (in poi…)
Prezzo: 12.00 €

Vi avevo anticipato nei mesi scorsi la mia intenzione di dedicare una parte del blog ad un settore della letteratura a cui tengo in modo particolare, ovvero la narrativa (e non solo) per ragazzi.

Oggi esordisco quindi parlandovi di una pubblicazione della VerbaVolant, casa editrice siracusana che pubblica sia libri per ragazzi che narrativa dedicata agli adulti e che ho conosciuto in occasione della fiera Bellissima a Milano, rimanendo affascinata di fronte a queste meraviglie che ora vado a presentarvi: i Libri da parati.

Come suggerisce il nome, i Libri da parati sono insieme albi illustrati e poster d’autore in formato 100×70 cm che si leggono dispiegando le pagine e seguendo la storia fino alla completa apertura del poster che è poi possibile appendere alla parete.

Il Libro da parati che vi mostro nei dettagli è in perfetta sintonia con la stagione in cui ci troviamo, intitolandosi Primavere.

Primavere, scritto da Alessio Di Simone e illustrato da Alessandro Di Sorbo, racconta la storia di un bambino e una bambina che in una sera d’estate si incontrano, di nascosto dai genitori, in un campo rischiarato solo dalla luce della luna e dal brillio delle lucciole. Tenendosi per mano i due bambini si inoltrano tra le fronde degli alberi fino a trovare un bozzolo all’interno del quale si vede la figura di una piccola e brillante fata, avvolta nelle sue ali, che al loro avvicinarsi solleva lo sguardo e li osserva.

IMG_20160419_182429[1]

I bambini, incantati, prendono la fata con un barattolo di conserve all’interno del quale la piccola creatura esce dal bozzolo e dispiega le sue ali simili a foglie nelle cui nervature si vede scorrere la linfa. I due bambini portano allora il barattolo nel centro del campo e liberano la fata che con un guizzo sparisce, lasciandoli soli a guardare l’uno negli occhi dell’altra e a scambiarsi un bacio al chiaro di luna.

IMG_20160419_182253[1]

Lo sbocciare di questo primo amore non è l’ultima sorpresa della storia che prosegue ancora per alcune righe; non vi dico come si conclude, anche se vi garantisco che l’epilogo è poetico e incantevole come il resto del racconto.

IMG_20160419_182733[1]

In Primavere il testo, che evoca immagini di serenità e magia, è intervallato dal canto della fata che, facendo riferimento alla sua origine mitologica (“Io sono Calliroe, mio padre è Oceano. Tra le mie chiome ho il fermaglio di una collana. Non guardarlo troppo, può essere pericoloso.”) inserisce un elemento epico ed eterno. Infine il tutto è incorniciato dai delicati colori delle illustrazioni che accompagnano il lettore mentre dischiude le pieghe del libro.

Non so se attraverso le mie parole e le fotografie sono riuscita a farvi percepire l’armonia di questo bellissimo racconto; spero di si perché io sfogliandolo me ne sono innamorata e posso dire che la sola sua scoperta è valsa la visita alla fiera.

Primavere non è l’unico Libro da parati pubblicato da VerbaVolant, ce ne sono altri quattro tra cui uno simpaticissimo che racconta una versione alternativa della storia di Cappuccetto Rosso che vi consiglio di andare a sbirciare qui.

Infine vi anticipo che a breve recensirò un’altra “creatura” molto interessante di questa casa editrice e che ho amato al primo sguardo.

Doll Bones: La bambola di ossa

(Doll Bones)
di Holly Black

Formato: Hardcover, 228 pagine
Editore: Mondadori, 2014
Genere: Romanzo, Poliziesco
Lettura n.: 15/2015
Preso da: Biblioteca
Inizio lettura: 29 gennaio 2015
Fine lettura: 02 febbraio 2015
Ambientazione: USA
Pubblicato: 2013
Links: aNobii, Goodreads

Voto: 7.5/10

Poppy sistemò una delle sirene davanti al tratto d’asfalto che rappresentava il Mar Nerissimo. Erano vecchie – comprate ad un mercatino di beneficenza -, con la testa grossa e lucida, le code di vari colori e i capelli crespi. Zachary Barlow riusciva quasi ad immaginare le pinne che sbattevano, mentre le sirene attendevano che la nave si avvicinasse, gli sciocchi sorrisi di plastica che mascheravano le loro letali intenzioni.
incipit

Commento

Mi aspettavo una storia diversa, tutto per colpa (come sempre) dei paragoni sulle copertine: creano delle aspettative che poi non corrispondono alla realtà. Al paragone con Stephen King non avevo creduto fin da subito, a quello con Neil Gaiman parzialmente si perché mi aspettavo una storia surreale, ambientata magari in un mondo fantastico o parallelo al nostro. Mi ero fatta un sacco di film, insomma.

Ho trovato Doll Bones un bel romanzo per ragazzi che inserisce un evento misterioso ed inquietante (la bambola e le sue apparizioni nei sogni dei bambini) all’interno di un’avventura reale e verosimile: è facile immedesimarsi in Poppy, Alice e Zach e capire i loro dubbi e le loro paure quando decidono di scappare da casa per andare alla ricerca del cimitero in cui seppellire la bambola. Credo che sia di maggior effetto, a livello di coinvolgimento, rispetto ad una storia ambientata in un altro mondo, che ogni bambino sa perfettamente che non visiterà mai. In questo caso il mondo è il nostro e i tre bambini intraprendono un viaggio in cui potenzialmente qualsiasi bambino potrebbe avventurarsi: non servono maghi, incantesimi o altro, basta il coraggio di uscire di casa e trovare un paio di amici disposti ad accompagnarti.
Anche i problemi dei bambini, (Zach con un padre troppo distante e che non sa come comunicare con lui, Alice con una nonna iperprotettiva che non le lascia mai fare nulla) il loro gioco con i pupazzi che entra a far parte della vita reale e le loro dinamiche in un’età che rappresenta il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, sono tutti elementi che creano identificazione (io mi ci sono ritrovata moltissimo ripensando a com’ero quando avevo la stessa età ed ero in conflitto con me stessa tra la voglia di crescere e di condividere i nuovi interessi con le mie coetanee – i ragazzi, i gruppi musicali, i trucchi, i vestiti, ecc. – e il desiderio di poter prolungare l’infanzia, giocando in segreto con le Barbie quando ero sola in casa) e lo rendono una lettura appassionante.

Sfide: Alfabetitolo, Mini-recensioni, Sfida degli USA, Sfida extralarge

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: