Tra unicorni, principesse e distopie farlocche, le peggiori delusioni letterarie della mia carriera di lettrice

Non c’è cosa più bella per un lettore che avere finalmente tra le mani quel particolare libro di cui aspettava con ansia l’uscita, o quel romanzo che gli è stato tanto raccomandato, o quel volume di cui tutto lo ispira e tra le cui pagine non vede l’ora di tuffarsi. Purtroppo però non sempre le cose vanno come speriamo e capita di prendere delle sonore legnate, che fanno ancora più male proprio a causa del castello di aspettative che ci eravamo costruiti. Oggi voglio parlarvi proprio di questo: dei libri in cui riponevo mille speranze che sono scoppiate come bolle di sapone, della créme de la créme dei sogni infranti, delle letture che… vabè, avete capito.

La principessa sposa, di William Goldman

La delusione letteraria più cocente in assoluto mi è stata inflitta da “La principessa sposa”, romanzo di cui ho scoperto l’esistenza solo pochi anni fa e che sono corsa a leggere immediatamente: da bambina infatti ero innamorata persa del film “La storia fantastica”, tratto proprio da questo libro. Una storia piena di avventura, umorismo e romanticismo e in assoluto sul podio dei film preferiti della mia infanzia insieme a “La Storia Infinita” e “Fantasia”, uno di quelli la cui videocassetta è letteralmente scorticata a forza di vederlo e rivederlo mille volte. E invece il libro è stato uno strazio, completamente rovinato dal cinismo e dall’ironia esagerata dell’autore. In realtà so che la maggior parte della mia delusione è stata provocata dal fatto che mi aspettavo tutt’altro e che probabilmente mi avrebbe anche divertito (ma non ne sono certa) se non avessi conosciuto la versione cinematografica.

The Notebook, di Nicholas Sparks

Altra delusione cinematografica è il romanzo di Nicholas Sparks da cui è stato tratto il film “Le pagine della nostra vita” con un Ryan Gosling da colpo al cuore. Il film è senza dubbio leggero e molto commerciale, ma io l’ho amato alla follia per la tenerezza meravigliosa della storia d’amore tra i due protagonisti. Non avevo idea di come scrivesse Sparks ma visto come ne parlano tutti immaginavo che i suoi romanzi fossero profondi e sofferti, di quelli che ti spaccano il cuore. Ero giovane all’epoca, ecco da dove arrivava tutta questa ingenuità: Sparks (non me ne voglia chi lo ama) è secondo me il classico scrittore commerciale che deve accontentare le masse ed è bravissimo a far credere di parlare di sentimenti ed emozioni profonde quando in realtà ne scalfisce appena la superficie. Nulla di male, probabilmente se l’avessi letto consapevole del tipo di scrittura che avrei incontrato avrei avuto una reazione diversa, ma anche in questo caso le mie aspettative erano completamente diverse e la delusione è stata immensa.

La dama e l’unicorno, di Tracy Chevalier

9646827Uscita entusiasta dalla lettura di “Strane creature” – storia affascinante della scoperta dei primi fossili di dinosauro ad opera di Mary Anning, una donna inglese appassionata di scienza che nella prima metà dell’800 recuperò numerosi fossili, inclusi il primo scheletro completo di plesiosauro e di pterosauro, nonché moltissime nuove specie di pesci – e avendo tanto sentito parlare della Chevalier mi sono buttata senza esitazione su uno dei suoi primi romanzi la cui trama di ispirava moltissimo.

Purtroppo le mie attese verso questo libro sono precipitate miseramente a mano a mano che proseguivo nella lettura: piatto, banale, irrealistico, finto, noioso e volgare. Davvero pessimo, credo sia stata una delle recensioni più arrabbiate e cattive che abbia mai pubblicato qui sul blog.

2084. La fine del mondo, di Boualem Sansal

29337233Siccome il meglio si tiene sempre alla fine, ecco a voi la colossale fregatura che vince il Nobel per la pubblicità ingannevole 2016. Questo romanzo viene spacciato senza alcun ritegno come “il nuovo 1984!”, “il romanzo che non vi farà dormire per l’angoscia”. Ecco, parliamone.

L’idea è interessante senza ombra di dubbio, il problema è che il libro si rivela più un “saggio futuristico”, nel senso che avrebbe potuto essere un saggio fittizio scritto nel futuro e che parla della genesi dell’Abistan – questo paese retto da un totalitarismo a forte impianto religioso – anche perché il coinvolgimento emotivo del lettore per tutta la narrazione è pari a quello che si ottiene durante la lettura di un’opera di saggistica. Il paragone con 1984 è francamente una bestemmia e il povero Orwell si starà rigirando nella tomba così tanto che tra un po’ fa effetto trapano e ce lo ritroviamo roteante in giro per le strade.

Credo di potermi fermare qui: sono felice di rendermi conto che rispetto alla quantità dei libri che ho letto nella mia vita sono decisamente pochi ma c’è anche da dire che ormai dopo trent’anni di convivenza con me stessa, i miei gusti li conosco bene ed è molto difficile sbagliare così tanto da ricevere sonore cantonate. Sicuramente ci sono altri libri che avrei sperato si rivelassero migliori e altrettanti che si sono rivelati esattamente le baggianate che mi aspettavo, ma questi quattro sono proprio gli infidi che mi hanno pugnalato alle spalle cogliendomi alla sprovvista.

Recensione | Piccole Donne, di Louisa May Alcott

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Gaudio e giubilo, lettori cari: oggi sono riuscita a prendermi una giornata di permesso al lavoro!! Pepperepé!! Naturalmente la motivazione di questo permesso non era starmene a casa in panciolle ma andare a seguire un laboratorio per l’università che… oddio, forse sarebbe stato meglio andare in ufficio! Perché l’amata Bicocca ha avuto la brillantissima idea di organizzare un laboratorio all’aperto, dalle 9.00 alle 13.00 il 26 di gennaio, per mostrarci come si analizzano le acque di falda. Lo capivamo anche ad Aprile, tranquilli, la falda non scappa. Non potete capire il gelo che ho provato, veramente, io così tanto freddo non l’ho mai sentito: quattro ore all’aperto, all’ombra… avevo le dita dei piedi così irrigidite che facevo fatica a piegarle, figuriamoci averci la sensibilità. Il lato positivo è che sono tornata a casa presto e ho deciso di pubblicare finalmente la recensione della mia prima lettura dell’anno, ovvero “Piccole Donne”, che vegeta ormai da troppo tempo nelle bozze del blog.

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di Louisa May Alcott

Formato: Ebook, 368 pp.
Editore: Newton Compton, 2016
Genere: Classici, per ragazzi
Data prima pubblicazione: 1868

“Natale non è Natale senza regali”, si lamentò Jo, sdraiata sulla coperta.
“È così spiacevole essere poveri!” sospirò Meg, abbassando lo sguardo sul suo vecchio vestito.
“Non è giusto che alcune bambine possano avere tutto ciò che desiderano e altre non abbiano niente”, aggiunse la piccola Amy, tirando su con il naso con aria offesa.
“Ma abbiamo il papà e la mamma, e la compagnia una dell’altra”, disse Beth compiaciuta dal suo angolo. (incipit)

Rimpiango con tutto il cuore di non aver letto “Piccole Donne” da ragazzina ma di aver atteso i 31 anni per incontrare per la prima volta Meg, Jo, Beth e Amy. Se infatti sono certa, conoscendo la presa che i romanzi dei buoni sentimenti avevano su di me, che a 8/10 avrei perso la testa per le piccole donne, oggi mi ritrovo divisa a metà tra l’aver apprezzato una storia piacevole e personaggi a cui non ho potuto non affezionarmi, e il non aver sopportato la pesantezza davvero eccessiva data dal fortissimo moralismo che permea le pagine del romanzo.

Non credo ci sia bisogno di raccontarvi la trama: il romanzo è ambientato durante la guerra di Secessione e narra la vita delle sorelle March, quattro sorelle dalle personalità molto diverse che vedremo giocare, litigare, stringere amicizie e vivere delusioni. Insomma, crescere. La guerra nel romanzo è presente solo come sfondo lontano: è la causa dell’assenza del padre e di conseguenza della crisi della loro situazione economica, ma rimane appunto un’eco lontana, mentre la vita delle donne, dei bambini e degli anziani prosegue nella costante attesa di notizie da parte dei combattenti.

Purtroppo il romanzo, a causa del fatto che fu richiesto alla Alcott di scrivere un libro per ragazze che potesse diventare un grande successo, è permeato da una fortissima morale che insiste molto su aspetti come la morigeratezza, l’umiltà, il decoro, come si addiceva all’educazione delle future donne della seconda metà dell’800. Il risultato è che oggi queste parti risultano molto pesanti ed è solo la vivacità delle avventure quotidiane delle sorelle – specialmente del carattere spumeggiante di Jo – che permette di andare oltre le onnipresenti lezioncine bacchettone e di chiudere un occhio verso una certa irrealisticità (è italiano?) che a volte colpisce i personaggi, specialmente quando vengono costretti a pronunciare discorsetti morali che risultano, al lettore di oggi, forzati e poco spontanei.

Nonostante questo aspetto, quindi, la lettura è stata comunque un’esperienza appassionante: mi sono affezionata ai personaggi e ho voglia di rincontrarli, quindi è certo che leggeró anche gli altri romanzi che li riguardano. Mi piacerebbe vedere anche la trasposizione cinematografica con Winona Ryder; chissà, magari nei prossimi giorni faccio anch’io un “libro vs. film”.

Consigliato se ti è piaciuto…
“La Piccola Principessa” di Frances Hodgson Burnett

WWW… Wednesday, #7

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Primo Www… Wednesday per il mese di gennaio! Mentre voi leggerete questo post io sarò in attesa di dare il mio primo esame (non in assoluto, avendo una lunga storia di fallimenti universitari alle spalle, ma della mia nuova avventura da lavoratore-studente) quindi pensatemi e auguratemi un in bocca al lupo che ci vuole sempre. L’anno è iniziato alla grandissima: ho già terminato due libri – entrambi molto apprezzati – e sono pronta a cominciare (uno è già iniziato a dire il vero) due gruppi di lettura belli tosti.

Cosa stai leggendo?

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Ho iniziato ieri la lettura del libro per il primo gdl che seguirò a gennaio: La sonata a Kreutzer. Tolstoj ormai inizio a conoscerlo bene, mi piace molto e anche questo romanzo breve non è male, anche se devo ancora ben capire dove vuole andare a parare. Sto invece centellinando Tutte le fiabe di Anderson. Ve lo citerò solo questa volta perché è probabile che mi porterò dietro questo libro per parecchi mesi e non ho intenzione di ammorbarvi tutte le settimane: segnalerò solo quando l’avrò finito.

Cos’hai appena finito di leggere?

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Ho iniziato Piccole donne a dicembre, sempre per un gruppo di lettura su aNobii, e ve ne parlerò presto. E’ stata una lettura molto piacevole e credo che quest’anno andrò avanti con gli altri libri. Nora e il bacio di Giuda di Monica Portiero è stata un’altra bella scoperta inviatami dalla Butterfly Edizioni: appassionante, ve ne ho parlato qui.

Cosa leggerai in seguito?

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Vi ho detto che sono due i gdl per questo mese e infatti domani ho intenzione di iniziare il secondo romanzo: Furore. Non so bene cosa aspettarmi: di Steinbeck avevo letto “La luna è tramontata” al liceo e l’avevo trovato molto bello ma anche emotivamente molto impegnativo. Furore è un bestione di oltre 600 pagine e molti lo citano come uno dei più bei romanzi della narrativa americana. Staremo a vedere! ^_^

E adesso raccontatemi la vostra settimana librosa…

Novità editoriali: uscite interessanti per Gennaio

Piccolo post di intermezzo tra le varie recensioni in recupero (dovrei anche parlarvi degli ultimi libri di dicembre ma mi sa che farò il solito post cumulativo) per segnalarvi alcune delle nuove uscite più interessanti che ho scovato per il mese di gennaio.

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FAZI EDITORE

La corsa di Billy
di Patricia Nell Warren
332 pagine – € 18,50 – uscita: 12 gennaio

A metà degli anni Settanta, l’allenatore Harlan Brown viene cacciato dalla prestigiosa Penn State University per sospetta omosessualità. Perde tutto – famiglia, lavoro, amici –, e trova rifugio dal suo passato e da se stesso in un piccolo college di New York, dove cerca di mascherare il proprio conflitto sessuale con un’esistenza il più spartana e conformista possibile. Si è fatto una promessa che ha intenzione di mantenere: non innamorarsi mai più di un uomo. Ma la sua vita viene nuovamente sconvolta quando tre giovani atleti si presentano nel suo ufficio: l’esuberante Vince Matti, il timido Jacques LaFont e il ventiduenne Billy Sive, un potenziale grande talento per i diecimila metri. Vittime a loro volta di discriminazione sessuale, non vogliono rinunciare ai propri sogni. L’uomo è profondamente diviso: se accetterà di allenarli, alimenterà i pettegolezzi su di lui, ma i tre hanno stoffa e questa potrebbe essere la sua ultima occasione di puntare in alto. Alla fine, poste condizioni ferree, accetta di prenderli sotto la sua ala. Harlan è subito affascinato dal talento di Billy e capisce che il ragazzo ha le qualità per partecipare alle Olimpiadi di Montréal del ’76. Quando, molto presto, la sua ammirazione si trasforma in una sensazione che non provava da anni, deve fare la scelta più difficile della sua vita: combattere i propri sentimenti o uscire allo scoperto e sfidare l’ultraconservatore establishment sportivo, rischiando di far sfumare per sempre il sogno olimpico dei tre ragazzi. Amore, passione e lotta politica si fondono così in un crescendo di tensione, fino all’esplosivo finale, giocato sullo spettacolare palcoscenico olimpico.
Pubblicato per la prima volta nel 1974, La corsa di Billy è stato il primo romanzo gay a diventare subito un libro di culto, ottenendo un grandissimo successo internazionale.

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MARSILIO EDITORE

L'angelo di neve L’angelo di neve
di Ragnar Jónasson
306 pagine – € 15,30 – uscita: 12 gennaio

Siglufjörður, cittadina di pescatori nel punto più a nord dell’Islanda, accessibile dal resto del paese solo attraverso un vecchio tunnel, è soffocata dalla morsa dell’inverno.
La temperatura è ben al di sotto dello zero, il vento scuote le tegole, e la neve che cade incessante da giorni la fa sembrare un luogo incantato dove tutto può succedere. Finché qualcosa di inaspettato succede davvero. Una giovane donna viene ritrovata in un giardino priva di sensi, in una pozza di sangue. Un vecchio scrittore muore nel teatro locale in seguito a una caduta.
Ari Þór, ex studente di teologia diventato poliziotto quasi per caso, si immerge nell’indagine malvolentieri, stretto tra la nostalgia della fidanzata rimasta a Reykjavík e la diffidenza di una comunità che fa fatica ad accoglierlo. In un clima di tensione claustrofobico, dovrà imparare a farsi largo tra l’attenzione morbosa della stampa e i segreti dei residenti, a convivere con le bufere sferzanti e a trovare la strada della verità in un buio senza fine.

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EINAUDI

La donna dai capelli rossiLa donna dai capelli rossi
di Orhan Pamuk
272 pagine – € 19,50 – uscita: 10 gennaio

Cem era un liceale nella Istanbul di metà anni Ottanta come tanti altri quando suo padre farmacista viene arrestato dal governo e torturato dalla polizia a causa delle sue frequentazioni politiche. Non farà mai più ritorno a casa. Per aiutare la madre Cem andrà a lavorare in una libreria: è qui, tra i romanzi e gli scrittori che vengono a trovare il padrone della libreria, che Cem inizierà a sognare di diventare uno scrittore. Rimarrà sempre con questo desiderio, con questa fame di storie, anche se la vita ha in serbo altro per lui: quando la libreria chiude, Cem diventa l’apprendista di mastro Mahmut, un costruttore di pozzi. Tra maestro e allievo si stabilisce un legame profondo, e il ragazzo sente di aver trovato in Mahmut quel padre che da lungo tempo ha perso. Mahmut e la sua ditta hanno un nuovo incarico: scavare un pozzo in un paese nei dintorni di Istanbul. Ed è li che Cem incontrerà l’attrice dai capelli rossi. Inizierà a spiarla mentre è in scena, indifferente alla tragedia a cui sta assistendo, concentrato solo su di lei, e poi nella casa dove vive col marito, per strada. Fino a quando l’ossessione erotica per questa donna più grande di lui si trasformerà in un’unica, folle, indimenticabile notte di sesso. Cem non potrebbe essere più felice: non sa che la sua vita cambierà per sempre e che il destino ha già iniziato a tessere la sua complicata, crudelissima, imprevedibile trama. Con la storia di Cem, personale e universale allo stesso tempo, Orhan Pamuk interroga i fondamenti letterari della civiltà occidentale e orientale, intrecciando l’Edipo Re di Sofocle con il Rostam e Sohrab di Ferdowsi per scrivere il suo romanzo più sorprendente e fulminante.

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MONDADORI

I colori dopo il bianco
di Nicola Lecca
192 pagine – € 15,30 – uscita: 24 gennaio

Silke non ne può più di Innsbruck, della sua casa sontuosa e di una società dominata dalle regole e dall’apparenza. Sfinita dal controllo e dalle aspettative di genitori severissimi, sceglie di fuggire a Marsiglia. Alla soffocante presenza delle montagne sostituirà presto l’orizzonte aperto del mare, al rigore delle regole la spontaneità dell’immaginazione, alla gelida efficienza di una città spietata l’avventurosa creatività di un porto in cui l’imprevisto e la sorpresa abbondano come lo zucchero nelle torte. Fin dal primo istante, Marsiglia attirerà Silke in un alveare di esistenze complicate, curandola dalla solitudine e includendola nel suo enorme “tutto”: che sconvolge e spaventa, emoziona e commuove. Ragazza, ma non ancora donna, Silke s’incontrerà finalmente col mondo. Sarà un incontro pieno e totale capace di mettere in discussione il suo passato, per rivelarle ciò che conta davvero. In una Marsiglia solare, traboccante di vita e di colori, Silke viaggerà alla scoperta di sé, imparando pian piano ad amarsi e a riconoscere il valore della propria esistenza, senza più dipendere dall’opinione degli altri.

Quando sarai più grande
di Virginie Grimaldi
300 pagine – € 16,15 – uscita: 17 gennaio

Julia ha trentadue anni e sta attraversando un momento molto difficile: il padre è morto da poco, e anche l’amatissima nonna se ne è andata. Lei non riesce a reagire: lascia Parigi e si prende una sorta di anno sabbatico, trasferendosi nel residence per anziani di Biarritz per lavorare come psicologa. Dopo poco tempo, Julia si ritrova perfettamente integrata in quella che si rivela essere una bizzarra comunità, un’oasi felice, un istituto “illuminato” che organizza per i suoi ospiti moltissime attività ricreative (tra cui un’ora quotidiana di telenovela, gite al mare e scambi generazionali attraverso l’incontro con bambini e adolescenti). Julia si accorge che i residenti hanno tante cose da insegnarle, forse molte di più di quelle che lei può dare a loro. È difficile immaginare che si possa superare la paura della morte in una clinica per anziani, eppure, dalle persone che la circondano, Julia sta imparando la resilienza: tutte hanno sofferto, tutte si sono rialzate senza perdere il sorriso. Nonni burloni ed energici e colleghe fantasiose dal cuore spezzato le insegnano che la felicità è nel presente, nelle piccole cose che si raccolgono lungo il percorso incidentato dell’esistenza, dove anche l’amore può inaspettatamente fare capolino da dietro l’angolo…

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LA NAVE DI TESEO


L’incantesimo

di Emmanuel Bergmann
384 pagine – € 15,30 – uscita: 12 gennaio

Si incontrano a Los Angeles: un ragazzino che crede a tutto e un anziano che non crede più a nulla. Cosa potrebbe unirli se non il corso della storia mondiale, che nasconde nella manica gli assi più crudeli e sconvolgenti? Praga, 1934: Moshe Goldenhirsch, figlio quindicenne del vecchio rabbino è incantato dal leggendario mago del circo, conosciuto come l’Uomo Metà-luna e dalla sua graziosa assistente – e perde del tutto la testa, per entrambi. Moshe scappa di casa e si unisce al circo, lentamente in viaggio verso la Germania. Los Angeles, 2007: Max Cohn, dieci anni, scappa dalla finestra della sua cameretta per andare a trovare il Grande Zabbatini, un mago ormai stufo e anziano. Il ragazzino è convinto che solo la magia possa far tornare insieme i suoi genitori, prima che il divorzio venga firmato. Una storia capace di viaggiare per continenti ed epoche diverse, un romanzo sulla fragilità della vita e il desiderio che le cose possano sistemarsi, per magia.

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ATMOSPHERE LIBRI

Vita di scorta
di Lidija Dimkovska
472 pagine – € 18,00 – uscita: 25 gennaio

Zlata e Srebra hanno dodici anni e sono due gemelle siamesi che condividono la testa. È il 1984 e vivono a Skopje, che un giorno sarà la capitale della Macedonia ma che, all’epoca, era parte della Jugoslavia. È la storia della loro infanzia, dalla loro unica amica Roza al vicino Bogdan, così povero che un giorno deve mangiare il suo coniglietto. Trattati come “scherzi della natura” e reietti, anche dai loro stessi familiari, le gemelle vogliono solo essere delle normali ragazze. Crescendo Zlata e Srebra sono sempre più distanti. Un insegnante di sostegno della scuola superiore insegna loro a stare insieme e ad amarsi, ma nonostante la loro vicinanza fisica, le loro menti e le loro emozioni sono due mondi totalmente opposti. Zlata si dedica alla religione, alla lingua e alle arti, mentre Srebra si appassiona alla politica. Le gemelle frequentano la facoltà di Giurisprudenza mentre il sistema Socialista attorno a loro subisce cambiamenti e la Jugoslavia comincia a disintegrarsi. Quando le ex repubbliche jugoslave avviano il processo di transizione e scoppia la guerra, Zlata e Srebra incontrano Darko, un membro del partito dell’opposizione nonché figlio del vicepresidente del partito. Nonostante la complicata situazione delle gemelle, Srebra e Darko cominciano una relazione e alla fine lui le propone il matrimonio. I due si sposano lo stesso giorno in cui migliaia di bosniaci vengono massacrati a Srebrenica, in Bosnia. A causa dell’infedeltà e di un aborto spontaneo, la separazione delle due gemelle diventa sempre più urgente. Cercano disperatamente un medico che possa separarle chirurgicamente e nel 1996 affrontano il viaggio fino a Londra per la separazione. Sarà questa la loro liberazione, o diventerà la loro trappola?

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RIZZOLI

Il segreto di Black Rabbit Hall
di Eve Chase
384 pagine – € 18,00 – uscita: 12 gennaio

Estate 1968, Cornovaglia. A Black Rabbit Hall, residenza di campagna della famiglia Alton, il tempo scorre lento e nessuno fa caso agli orologi. Amber e i suoi fratelli spendono la loro lunga estate tra gite nei boschi e passeggiate sulla spiaggia. Poi, all’improvviso, un temporale e un evento tragico, e niente è più come prima. Tre decenni più tardi Lorna arriva quasi per caso a Black Rabbit Hall. Nonostante l’aspetto decadente e sinistro della villa, desidera celebrare a tutti i costi le sue nozze in questo luogo magico, e presto, molto presto, scoprirà di essere legata al passato misterioso e tragico che ancora aleggia tra quelle mura e i boschi circostanti.

Recensione | Nora e il bacio di Giuda

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Nuovo giorno, nuova recensione! Come forse avete notato ho già mollato sul fronte rubriche (manco col Www… Wednesday riesco ad essere costante, la rubrica più banale che esista) ma non certo su quello dei miei commenti a libri letti. Quello di cui vi parlo oggi non è la mia prima lettura del 2017 ma per questione di tempo devo dargli la precedenza: da domani infatti la casa editrice Butterfly edizioni darà il via ai festeggiamenti per i sei anni di vita scontando del 50% i libri cartacei e mettendo a 0,99 centesimi l’intero catalogo ebook. I link per acquistare sono questi:
catalogo cartacei —> http://www.blomming.com/mm/ShopButterflyEdizioni/items
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Nel mio ultimo post vi ho già parlato di Uno schiaffo e una carezza, libro che ho letto poco dopo Natale e che mi ha davvero colpito. La mia seconda esperienza con questa casa editrice è stata altrettanto appassionante.

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di Monica Portiero

Formato: Paperback, 212 pp.
Editore: Butterfly Edizioni, 2014
Genere: Mistery
Data prima pubblicazione: 2014

La sensazione che amo di più, da lettrice, è quella che provo quando un libro mi cattura talmente tanto da far,i dimenticare tutto quello che mi capita attorno e questa è la sensazione che ho provato leggendo “Nora e il bacio di Giuda”, romanzo che mi ha completamente avvinta tanto da avermi portato a divorarlo in un weekend.

La narrazione si divide tra due trame: quella principale racconta la storia di Nora, una studentessa universitaria che si ritrova improvvisamente orfana dei genitori ed è costretta ad accettare di vivere con la sorella maggiore, il marito e i figli di lei. La seconda trama è quella del romanzo che Nora sta scrivendo, cosicché ci ritroviamo a seguire le vicende di due protagoniste che so trovano ad affrontare delle prove molto difficili: Nora scopre infatti un terribile segreto che riguarda la madre mentre Caterina, la protagonista del suo romanzo, si trova coinvolta in una storia di omicidi e fantasmi.

Due trame diverse, entrambe davvero appassionanti: mi è piaciuto molto come è stato gestito l’alternarsi delle due storie, che non si vanno mai a sovrapporre confondendo il lettore ma si annodano l’una all’altra quel tanto che basta da renderle inscindibili. Mi sono sentita molto in empatia con entrambe le protagoniste che sono state in grado di trasportarmi nel loro mondo e coinvolgermi completamente nelle loro avventure. Peccato solo che nel finale della trama principale l’autrice inserisca un paio di scene in stile “thriller” che sarebbero state forse più in linea con la storia di Caterina rispetto a quella di Nora e che vanno secondo me un po’ a rovinare il buon bilanciamento che c’era stato fino a quel momento tra le due vicende: infatti fino a quel momento avevo trovato molto azzeccato lasciare gli avvenimenti “straordinari” nella vita di Caterina, lasciando Nora ad affrontare problemi e situazioni molto più realistici e plausibili nella vita di una persona “normale”. Nonostante questo il libro risulta intrigante dalla prima all’ultima pagina senza mai calare di tono ed è impossibile non leggerlo tutto d’un fiato..

Consigliato se ti è piaciuto…
“Il giardino dei segreti” di Kate Morton

Recensione | Uno schiaffo e una carezza

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Buon Sabato biblionauti, come sempre non ho rispettato i miei propositi: mi ero ripromessa di recuperare un po’ di recensioni durante le vacanze di Natale ma ovviamente non l’ho fatto. Che pessima che sono. Oggi però recupero almeno una delle ultime letture del 2016 anche perché ho terminato oggi il primo libro del nuovo anno e ho intenzione di parlarvene il prima possibile.

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di Ismaela Evangelista

Formato: Paperback, 97 pp.
Editore: Butterfly Edizioni, 2014
Genere: Narrativa contemporanea, psicologico
Data prima pubblicazione: 2014

“Edo, c’è posto in prima fila, dai!”
Quando le parole di mamma mi hanno raggiunto ero già completamente paonazzo in volto. Sotto e intorno alla lingua percepivo da almeno mezz’ora la diminuzione della saliva che comprometteva la mia capacità di comunicare.” (incipit)

Se il mio 2016 era iniziato male con la delusione di “Io prima di te”, si è invece concluso benissimo grazie anche alla sorpresa che mi ha regalato la Butterfly Edizioni con “Uno schiaffo e una carezza”, libro d’esordio dell’autrice Ismaela Evangelista sul quale sinceramente non nutrivo particolari aspettative, non avendo davvero idea di cosa avrei trovato tra le sue pagine.

Il libro racconta la malattia di Nazario, un bambino affetto da sindrome di Tourette, ma narrata dal punto di vista del fratello maggiore, Edoardo, al contrario completamente sano. Questa scelta ci permette sì di conoscere la storia di Nazario e l’evoluzione della sua malattia, ma soprattutto di renderci conto delle dinamiche e delle conseguenze che una malattia così grave e così debilitante comporta non solo in chi ne é direttamente affetto, ma anche in coloro che lo circondano e lo amano. Con una delicatezza ma allo stesso tempo una lucidità dovute probabilmente alla sua attività di psicologa, l’autrice mette a nudo delle verità estremamente dure da accettare: la reazione dei genitori che senza nemmeno rendersene conto caricano di aspettative soffocanti un ragazzino per il quale “non essere malato” diventa a quel punto quasi una punizione, il sentimento inconfessabile di vergogna e rifiuto per quel fratello per il quale prova contemporaneamente un immenso affetto, l’isolamento a cui la famiglia si costringe perché incapace di affrontare la malattia se non richiudendosi in se stessa.
Un libro davvero bellissimo, che in poche pagine riesce ad arrivare dritto al punto e a commuovere profondamente senza mai scadere nello stucchevole o, peggio ancora, nella banalità.

Consigliato se ti è piaciuto…
“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon

I migliori e i peggiori libri del 2016

Con estremo, estremissimo ritardo, eccomi anch’io a postare la classifica delle mie letture. Chiedo scusa in anticipo per la pessima formattazione che avrà questo post ma sono al mare, non mi sono portata il computer e mi devo arrangiare con i mezzi a mia disposizione!

Il 2016 é stato un bell’anno, per quanto riguarda le mie letture: ho scoperto nuovi autori e mi sono avvicinata alle case editrici indipendenti, a cui non mi ero mai interessata prima. Ho anche rafforzato il mio utilizzo del Kobo, senza il quale non potrei davvero più vivere. Purtroppo ho letto pochissimi libri in lingua e i miei propositi di comprare meno libri sono irrimediabilmente falliti.

Adesso vi lascio alle mie liste dei migliori e dei peggiori, con una menzione speciale per le migliori scoperte dell’anno. Approfitto anche per segnalarvi che ho iniziato ad usare instagram e ne sono completamente drogata, quindi se vi va seguitemi là, sono molto più attiva che non sul blog!

  • Io prima di te, di Jojo Moyes. La prima delusione dell’anno é stata anche la prima lettura: speravo in un libro commuovente invece l’ho trovato molto superficiale, con scena dalla lacrima facile nel finale.
  • La rosa del farmacista, di Candace Robb. Speravo di trovare un bel giallo storico che mi portasse in viaggio nel medioevo, invece l’epoca storica é stata poco approfondita e nonostante la storia fosse anche simpatica, non era quello che mi aspettavo.
  • 2084, di Boualem Sansal. Delusione totale per questo romanzo: pubblicizzato come il nuovo fenomeno distopico é più un saggio su come in futuro potrebbe essere una società pseudo islamica ma… Boh, secondo me é tanto fumo e pochissimo arrosto.
  • Ti amo ma niente di serio, di Anna Chiatto. Avevo poche aspettative verso questo romanzo e le ha rispettate tutte. Io e i rosa proprio non ci troviamo, niente da fare.
  • Un sogno tra i fiocchi di neve, di Corina Bomann. Idem come sopra, ma non c’é nemmeno la storia d’amore. Pagine sprecate.

  • Notti Bianche, di Fedor Dostoevskij. Un racconto onirico e meraviglioso; averne visto lo spettacolo a teatro l’ha reso poi un’esperienza emozionante.
  • Il ballo, di Irène Némirovsky. Secondo racconto dell’anno, esperienza meravigliosa. Nel 2017 ho assolutamente intenzione di leggere ancora Némirovsky.
  • Benedizione, di Kent Haruf. Sono sempre stata diffidente verso la letteratura americana pensando che non facesse per me ma con Kent Haruf mi sono ricreduta. Bellissimo.
  • La donna in bianco, di Wilkie Collins. Il romanzo più appassionante dell’anno, divorato in un paio di settimane. Se ancora non l’avete letto, fatelo subito.
  • Colazione da Tiffany, Truman Capote. Non mi aspettavo una storia così strana ma soprattutto un personaggio così indimenticabile come Holly Golightly. Non so perché ho aspettato tanto.

  • I fiumi di Londra, di Ben Aaronovitch
  • Il libro di Miss Buncle, di D.E. Stevenson
  • Il mercante d’acqua, di Valerio Carbone
  • Le terrificanti storie di zio Montague, di Chris Priestley
  • Sogni di carta, di Melania D’Alessandro
  • Uno schiaffo e una carezza, di Ismaela Evangelista

Sei libri che non potevo non citare perché, pur non rientrando nella top 5, sono state delle bellissime sorprese!

Oh, adesso ho fatto il mio dovere di brava blogger e sono pronta a tuffarmi in un nuovo anno di letture. 

BUON 2017 A TUTTI, VI AUGURO UN ANNO DI FELICITÀ E DI BEI LIBRI!!

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